
Il coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, l'ha definita "ricca e felice intuizione". La ricostruzione partecipata si dota di un nuovo sperimentale tassello: è il progetto dei Borghi attivi. I partner a metterlo in campo sono cinque: Fontecchio, L'Aquila con la frazione di Pescomaggiore, Tione degli Abruzzi con la frazione di Santa Maria del Ponte, Fano Adriano in provincia di Teramo e Civitella Casanova in provincia di Pescara. Sono località ricomprese nel cratere i cui cittadini sono chiamati a partecipare in maniera diretta alle decisioni sulla ricostruzione attraverso la redazione di uno statuto del paese.
Il progetto, presentato questa mattina da amministratori dei luoghi coinvolti e ideatori, alla presenza di Fontana, prende vita grazie al finanziamento del fondo sociale Emergenza Abruzzo delle casse di risparmio italiane.
Come spiegato dal coordinatore del progetto, Alessio Di Giulio, gli abitanti delle località partner dovranno raccontare la loro terra e grazie ai materiali raccolti saranno definite le linee guida di crescita del paese. L'occasione sarà fornita da assemblee pubbliche, interviste, lavori nelle scuole, feste, mostre fotografiche e da tutta una serie di attività che hanno lo scopo di coinvolgere in maniera allegra tutte le fasce sociali. Le informazioni saranno la base per scrivere regole e idee per il futuro dei propri luoghi; saranno, poi, approvate dalle assemblee municipali e diventeranno parte integrante dei Piani di ricostruzione.
Alla presentazione dell'iniziativa, oltre a Fontana, hanno partecipato l'assessore comunale alla ricostruzione partecipata dell'Aquila, Fabio Pelini, e i sindaci di Fontecchio, Sabrina Ciancone, di Tione degli Abruzzi, Tullio Camilli, di Fano Adriano, Adolfo Moriconi, di Civitella Casanova, Marco D'Andrea.
"Lo statuto dei luoghi – ha sottolineato il coordinatore della STM - riporta immediatamente a un concetto di rispetto costituzionale dei contenuti e dei tratti fondamentali del territorio: qui in Abruzzo ha molto più significato che in altri luoghi sia per le sue caratteristiche di integrità sia perché questi obiettivi progettuali sono perseguiti subito dopo gli eventi del terremoto. Questo modo positivo di agire rispetta le caratteristiche, i dati strutturali, le tradizioni e il modo di vita delle persone che qui abitano, ma soprattutto la loro visione nel tempo dei luoghi in cui hanno deciso di restare".
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