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di
Barbara Di Gregorio
I
l neo è la macchia, l'imperfezione, il
punto di luce, l'irrinunciabile cortocir-
cuito epidermico che genera il fascino o
scatena la repulsione; del neo non si sente
alcun bisogno finchè all'improvviso com-
pare e diventa il valore aggiunto di un
volto: questa, in pochissime parole, la filo-
sofia di una delle realtà più coraggiose e
interessanti della nuova editoria abruz-
zese.
La Neo è una piccola (per ora) casa edi-
trice, fondata, nel giugno 2007, dall'esperto
di marketing Francesco Coscioni e dal-
l'editor ex giornalista Angelo Biasella; ha
sede non a caso in quel di Castel Di San-
gro: a metà strada tra Roma, Napoli e Pe-
scara, si propone di dare spazio al fascino
delle periferie culturali offrendo un'alter-
nativa alla produzione letteraria main-
stream. Belle parole, certo: ma oggi, dopo
quattro anni di lavoro intensissimo, forse
quella che sembrava una banale utopia si
sta lentamente trasformando in realtà.
Basta dare un'occhiata ai libri in catalogo
per farsi un'idea della politica editoriale di
Neo: antologie, raccolte di racconti, poesie,
teatro, un romanzo (
Tre io
, di Mario Rossi)
che esula felicemente da qualsiasi defini-
zione di genere. Libri tutt'altro che imme-
diati, tutt'altro che facili da piazzare sul
mercato, ma che riflettono una scelta pre-
cisa che fa della coerenza il proprio punto
di forza: la sfida è di riuscire a ritagliarsi
uno spazio, nell'attuale sovraffollamento
del panorama editoriale italiano, senza li-
mitare le proprie prospettive in funzione
di una qualunque nicchia di mercato:
“anche se molto specifica - spiega France-
sco Coscioni - la nostra linea commerciale
abbraccia uno spettro piuttosto ampio di
possibilità narrative”.
In questo senso, il primo libro pubblicato
da Neo ha la portata di un vero manifesto:
l'antologia E morirono tutti felici e contenti
raccoglie, infatti, 18 fiabe rivisitate e quasi
sempre ribaltate da 18 autori diversi. Dun-
que pluralità, anticonformismo, ricerca pe-
renne di una prospettiva diversa contro
l'appiattimento dei gusti generato dalla
cultura mainstream. Un orientamento per-
fettamente confermato dall'altra antologia
pubblicata da Neo: Trema la terra, raccolta
di racconti dedicata ai grandi terremoti
della storia, avrebbe avuto senz'altro vita
più facile se fosse stato un piagnucoloso
libro-verità sulla tragedia dell'Aquila: “po-
teva diventare uno dei tanti libri che caval-
cavano quanto successo - spiega ancora
Francesco - ma è stato-
proprio quello
che non volevamo fare. Volevamo pubbli-
care un libro che restasse, come dovrebbe
accadere con la letteratura in genere”.
Per riuscire ad emergere, date le scomode
premesse, è necessario un lavoro di pro-
mozione continuo e su più fronti: la pre-
senza in rete è fondamentale, e Neo riesce
in questo senso a far sentire la propria
voce e a far parlare dei propri libri; ma al-
trettanto fondamentale è il confronto di-
retto col pubblico, tramite eventi sempre
diversi pensati in funzione di ogni singolo
caso: “l’idea della presentazione è che, in
un breve momento ed in una data cornice,
il libro viva oltre se stesso. Ad esempio al
Salone del Libro di Torino abbiamo pre-
sentato due libri contemporaneamente.
L’autore di uno ha illustrato il libro dell’al-
tro e viceversa. Due libri, due visoni della
scrittura, due scrittori diversissimi costretti
a introdursi”. Al di là delle strategie com-
merciali, tuttavia, è la passione il primo
motore immobile dell'operazione tentata
da questa casa editrice: è stato per pas-
sione o diciamo pure per follia, se France-
sco e Alessio, nel 2008, hanno comprato i
diritti dell'opera che forse finora ha più
fatto parlare di loro.
Palace of the end, della canadese Judith
Thompson, riunisce in un solo libro tutti i
peggiori spauracchi dell'editoria italiana
contemporanea: è una pièce teatrale; è arti-
colata in monologhi; racconta una guerra
scomoda, quella dell'Iraq, attraverso la
reinvenzione di personaggi realmente esi-
stiti; usa un linguaggio lucido e duro, spie-
tato, e infine, come se non bastasse, è
l'opera di un’autrice finora in Italia
praticamente sconosciuta.
Palace of the end
è uno
dei nostri orgogli:
non tanto perchè
l’autrice è una
pluripremiata
dramma-
turga,
molto fa-
mosa nel
mondo
anglosassone, quanto piuttosto per la por-
tata universale che ha” dice Francesco,
spiegando i motivi di una mossa quanto-
meno azzardata. “Questo libro non ti dice
che la guerra è sbagliata o giusta, non ti
dice chi sono i buoni o chi i cattivi: affida il
racconto a tre personaggi e nel suo stile,
per noi strepitoso, fa nascere nel lettore
una visione personale dei fatti”. Scelta di
pancia eppure azzeccata, la pubblicazione
di Palace of the end è riuscita a fare un di-
screto rumore: non solo il libro è stato re-
censito da testate quali Frigidaire, Il secolo
d'Italia, Nazione Indiana e Liberazione,
ma si è anche fatto notare dall’agenzia tea-
trale di Ottavia Piccolo; la messa in scena
dell'opera, prevista entro il prossimo anno,
probabilmente con la stessa Piccolo nella
parte della madre irachena, farà da cassa
di risonanza alla fama italiana dell'autrice
e si spera anche a quella del suo corag-
gioso editore.
Un editore che non ha alcuna intenzione di
fermarsi, né sul fronte degli autori stra-
nieri né su quello degli italiani: se da una
parte, solo un mese fa, ha acquistato i di-
ritti di un romanzo francese pubblicato
dall'importante casa editrice
Gallimard
,
dall'altra ha presentato a Torino (padi-
glione 3, stand T52 'Nuovi editori indipen-
denti') un nuovo autore ed una nuova
collana.
Gobbi come i pirenei di Otello Marcacci, in
libreria a fine maggio, rappresenta nel per-
corso di Neo non una svolta ma una
nuova prospettiva allargata: Francesco ce
ne parla come di un romanzo d’amore,
ironia, ciclismo e anarchia, certo più
arioso, forse più 'leggero' rispetto ai testi
pubblicati finora, ma comunque dotato
della profonda intelligenza che ha sempre
caratterizzato tutti i libri di Neo. “Ab-
biamo sentito il bisogno e la voglia di dare
vita ad un’altra collana - ci spiega - nei
libri 'Dry' la ricerca stilistica cederà il
passo al piacere della storia, del raccontare
puro e semplice: Gobbi come i Pirenei
inaugura appunto questo nuovo per-
corso”.'
redazione@quotidianodabruzzo.it
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LIBRI
NEO, IL FASCINO
DELLE PERIFERIE
NUOVA EDITORIA A CASTEL DI SANGRO
FRESCHI DI STAMPA
La Domenica d’Abruzzo
Sabato 21 maggio 2011
Vedere la neve
di Giuseppe Rosato
Carabba
€13,00
Si apre con una cita-
zione che mutua il
più bel verso di Pa-
vese questo nuovo
libro del poeta lan-
cianese Giuseppe
Rosato (1932), prosa
in 27 rapidi capitoli che consegnano alla
curiosità del lettore il connubio tra una
narrazione incalzata da attese e flashback e
una scrittura fluida, densa ma delicata. La
neve si posa, si vede, si scioglie, scompare,
ritorna. Così il tempo – un vissuto che qui
contempla la vita dalla vecchiaia – così
l’amore, così il ricordo. Così la parola me-
more, a tratti teneramente/amaramente
ironica, di un Rosato intimo, capace di
guardare da dentro e da fuori l’“indicibi-
lità” della vita.
Blu Note
Records
di Richard Cook
minimum fax
€16.50
Da più di settan-
t’anni la casa disco-
grafica Blue Note
Records è sinonimo
di musica di altis-
simo livello. Punto
di riferimento imprescindibile nel mondo
del jazz, si è sempre distinta per essere un
vero e proprio laboratorio di idee, basato
su un interscambio fecondo e paritario tra
il produttore e gli artisti.
IL signore delle
cento ossa
di Ben Pastor
Sellerio editore
14
Nei thriller di Ben Pastor
il lettore trova una miscela
dalla composizione originale: si congiun-
gono atmosfere da spy story di guerra, il
Secondo conflitto mondiale guardato dalla
parte del Terzo Reich; infine, un intreccio
poliziesco, cupo, intelligente, imprevedi-
bile. Protagonista è Martin Bora, ufficiale
della Wehrmacht, qui agli albori della sua
carriera investigativa. Bora è un genti-
luomo di antica nobiltà guerriera, fascino
tenebroso, amante sfortunato, tempera-
mento di severità kantiana, ma soprattutto
roso, fino al disagio fisico tangibile, dalla
contraddizione che non sa risolvere.
Volevo essere una
gatta morta
di Chiara
Moscardelli
Einaudi stile libero
€13,50
Goffa, spontanea,
sempre al verde.
Chiara ha una fede
incrollabile nell'ami-
cizia e la piú totale
incapacità di ideare strategie di conquista.
è tutt'altro che una gatta morta.
Ma in amore, si sa, solo le gatte morte vin-
cono sempre. Una catena di disavventure
buffe e grottesche. La rivelazione di un in-
nato talento comico.
La piccola impresa di
Coscioni e Biasella punta su
antologie, racconti di poesie
che esulano da qualsiasi
definizione di genere