Tutta Moresco e tantissimi ragazzi si sono stretti attorno alla famiglia Straccia nell'ultimo saluto a Roberto, il giovane scomparso da Pescara il 14 dicembre scorso e ritrovato morto nel mare di bari il 7 gennaio scorso. Davanti alla piccola chiesa dei Santi Lorenzo e Niccolò, stipata fino all'inverosimile, una grande foto di Roberto e uno striscione degli amici più cari con una frase: "Il pensiero è fisso a te, ciao Robe'". In piazza conoscenti e amici della famiglia Straccia che hanno seguito i funerali dal maxi-schermo. La bara bianca è stata portata a spalla dal padre Mario e dagli amici e un pallone da calcio è stato deposto dai compagni della Spes Valdaso accanto al feretro.
In un silenzio composto e con lo sguardo rivolto al feretro coperto di fiori, papà Mario, mamma Rita, e la sorella Lorena, hanno ascoltato l'omelia dell'arcivescovo di Fermo, monsignor Luigi Conti che ha rivolto parole di conforto alla famiglia ricordando il periodo delle ricerche e della speranza, l'impegno dei tanti amici che hanno cercato Roberto fino all'ultimo e l'affetto della comunità del paese:"E' un segno di partecipazione della società civile a questo dolore"ha detto "Questa piccola Moresco è una grande città dal cuore grande. Avete perso un figlio " ha concluso rivolgendosi ai genitori di Roberto " ma ne avete acquisiti di diritto altri dieci, cento. Tutti questi ragazzi, che vi sono stati vicini, vi appartengono".
Presenti alla cerimonia il sindaco di Moresco, Amato Mercuri, il Prefetto di Fermo, numerose autorità e il il sindaco di Pescara Albore Mascia che ha portato il Gonfalone del Comune, con i vigili urbani in alta uniforme, per dare l'ultimo saluto al giovane.
Dopo la Messa, il feretro e' stato portato a spalla dagli amici di Straccia fino al cimitero, seguito da diverse rappresentanze di squadre amatoriali della zona. Molta la commozione, per un giovane a detta di tutti gentile, mite, solare e allegro. In chiusura della cerimonia in chiesa, il sindaco Mercuri ha lanciato un appello affinche' venga fatta chiarezza sulla morte di Roberto.
(foto gentilmente concesse da "Il Resto del Carlino")
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18 gennaio E' giunta a Moresco, poco dopo le 20, la salma di Roberto Straccia, lo studente marchigiano scomparso il 14 dicembre scorso a Pescara. I familiari, insieme agli amici più cari di Roberto, tra cui i giovani con cui divideva l'appartamento di Pescara e una cinquantina di ragazzi di Moresco a bordo di un pullman, sono partiti nelle prime ore della mattinata per Bari per assolvere a tutte le procedure necessarie per il trasferimento del feretro nel paese d'origine. Straziante l'ultimo saluto a Roberto da parte dei genitori e della sorella e di tutti coloro che hanno partecipato per quasi un mese alle ricerche nella speranza di ritrovarlo in vita. Poi il corteo funebre è partito per Moresco dove è giunto in serata. Una breve sosta davanti alla casa della famiglia Straccia, poi l'arrivo nel piazzale della chiesa dei Santi Lorenzo e Niccolò dove ad attenderlo c'era una folla di persone. Il sindaco Amato Mercuri ha stretto in un lungo abbraccio la famiglia Straccia, poi il feretro è stato trasferito nella camera ardente per una veglia funebre alla quale hanno preso parte il segretario generale dell'arcidiocesi di Fermo, don Giordano Trapasso, il parroco don Franz Cudini e il diacono Marco Tesi. Don Giordano, nel corso della celebrazione, ha letto una lettera che le monache benedettine di Fermo hanno scritto alla famiglia Straccia. (foto gentilmente concesse da Il Resto del Carlino)
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17 gennaio.Si svolgeranno giovedì alle 15, nella chiesa dei Santi Lorenzo e Niccolò, a Moresco, i funerali di Roberto Straccia, il giovane studente marchigiano scomparso il 14 dicembre scorso a Pescara. La procura barese ha dato l'autorizzazione alla famiglia a riportare la salma a Moresco essendo state concluse tutte le procedure previste dagli esami prediposti dagli inquirenti per verificare le cause e le condizioni in cui è avvenuto il decesso del ragazzo. Il rientro del feretro è previsto per le 20. Nella chiesa sarà allestita la camera ardente e alle 21.15 ci sarà una veglia di preghiera della comunità parrocchiale.
Il sindaco di Moesco, Amato Mercuri, ha proclamato per giovedì il lutto cittadino. Ai funerali, che saranno celebrati da monsignor Luigi Conti, arcivescovo di Fermo, parteciperà anche il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, con il gonfalone cittadino.
La comunità parrocchiale donerà a Mario Straccia, una foto incorniciata di Roberto vestito da chierichetto all'età di dodici anni. "E' un modo per stare vicini alla famiglia" spiega il diacono Marco Tesi". Mario ci ha detto che gli sarebbe piaciuto vedere il figlio vestito da angelo e così abbiamo pensato alla foto che era stata scattata a Roberto quando frequentava la parrocchia".
Il feretro sarà poi portato a spalla dagli amici fino al cimitero di Moresco.
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16 GENNAIO-.Le telecamere che controllano l'accesso al molo sud sono state tutte controllate. La precisazione degli investigatori giunge a seguito dell'ipotesi formulata dal generale Garofano che venerdi scorso aveva compiuto un sopralluogo a Pescara nei luoghi chiave del caso Straccia. L'ex capo del Ris Parma, nel corso della trasmissione "Quarto Grado" su Rete4 , aveva sostenuto che l'unico punto da cui Roberto poteva essere finito in acqua era la banchina del molo sud. Al termine del programma aveva sollecitato i carabinieri a controllare tutte le telecamere posizionate nella zona indicata. Una verifica che è stata già fatta dai militari che non hanno riscontrato il passaggio di Roberto Straccia sul molo sud mentre sulla banchina nord le telecamere non sono funzionanti.
Per chiarire il mistero della morte del giovane studente marchigiano bisognerà attendere, a questo punto, l'esito dell'esame autoptico eseguito a Bari e degli esami tossicologici. La perizia ha accertato che Roberto Straccia è morto per annegameno, ma il professor Alessandro Meluzzi, componente del pool di superperiti che ha affiancato la famiglia Straccia su iniziativa della onlus Neutro Plurale, ha affermato che la scarsa quantità di acqua trovata nei polmoni del giovane avvalorebbe l'ipotesi che sia entrato in acqua in stato di incoscienza o dopo essere stato narcotizzato. Secondo Meluzzi, anche l'andamento della corsa che il ragazzo aveva il giorno della scomparsa porterebbe ad escludere l'ipotesi del suicidio.
La famiglia Straccia resta in attesa dell'autorizzazione della Procura per far tornare la salma a Moresco.
La nuova divisa della Spes Valdaso in ricordo di Roberto. Striscione a S. Siro
Lo hanno voluto ricordare con una nuova maglietta. Nessuna frase, ma solo un cuore e un numero: il 2. Sarà questa la nuova divisa della Spes Valdaso, la squadra in cui giocava Roberto Straccia, il giovane studente marchigiano scomparso il 14 dicembre scorso a Pescara e il cui corpo è stato ripescato il 7 gennaio nel mare di Bari. Sulla nuova maglia di colore verde, con la scritta in bianco, ci sarà a sinistra un cuore rosso con il numero 2, quello che aveva Roberto quando andava in campo. La divisa sarà indossata già da domenica prossima (nella partita contro Lapedona) dai compagni di squadra, in ricordo dell'amico che per tanti anni ha militato nella squadra di calcio, e verrà consegnata alla famiglia.
Per volontà della società calcistica nessuno indosserà più la maglia numero 2.
«Il numero 2 era di Roberto e suo resterà per sempre — ha detto il presidente Fabrizio Sanguigni — I ragazzi non hanno perso solo un compagno di gioco, ma un amico vero. Tutto è reso ancora più insopportabile per il modo in cui Roberto è venuto a mancare. Così nel loro smarrimento fanno forza sulla determinazione del voler andare avanti uniti nel nome di Roberto».
La Usd Monterubbianese, squadra dove Roberto ha militato per tre stagioni, lo ha ricordato ieri prima della partita depositando la sua maglia ed un mazzo di fiori sotto la tribuna, su quella fascia destra che Roberto ha percorso per tantissime volte avanti e indietro.
Uno striscione infine è stato realizzato ed esposto ieri a S Siro, in curva Nord, nel corso del derby Milan-Inter, su iniziativa degli amici: "Un saluto a Robero Straccia, amico nerazzurro".
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